20/12/2021 – Anche nel 2022 noi saremo in prima linea contro le morti bianche e la violenza sulle donne

Anche nel 2022 noi saremo in prima linea contro le morti bianche e la violenza sulle donne. Lavoreremo ai rinnovi contrattuali e al Piano dei Trasporti

Se il 2020 è stato l’anno della pandemia, dell’emergenza e del disastro economico-sociale, il 2021 è stato l’anno in cui, con l’arrivo del vaccino, si è incominciata a ipotizzare un’inversione di tendenza e abbiamo imparato a convivere, seppur forzatamente, con il virus, con le sue mutazioni, con i richiami vaccinali, apprezzando anche i primi timidi segnali di ripresa economica.

Un anno in cui abbiamo subito un altro lockdown, seguito da aperture via via sempre più ampie sia grazie al rispetto di tutte regole atte a contrastare la diffusione del virus sia perché con la somministrazione del vaccino la curva dei contagi si è abbassata significativamente. Un anno in cui, ancora una volta, giocoforza, la pandemia è stata al centro del dibattito pubblico, soprattutto per le azioni che il Governo ha messo in campo per incentivare la campagna vaccinale. Un anno in cui tutti gli attori statuali e sovranazionali hanno cercato di dare risposte di stimolo finanziario alla crisi economica innescata dal Covid-19.

L’Unione europea ha avviato il Next Generation Ue. Si tratta, di un ambizioso piano di rilancio economico che, unito al Fondo sviluppo e coesione (Fsc) 2021-2027, ai Fondi strutturali e di investimento europeo (Sie) 2021-2027, ai Fondi nazionali e al Fondo per la perequazione infrastrutturale, dovrebbe portare complessivamente, nelle previsioni, al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili una disponibilità di spesa di circa 62 miliardi di euro in dieci anni, per realizzare i progetti e le opere previsti in quattro delle sei missioni che costituiscono il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Come spiega il nostro Segretario Generale Cisl Luigi Sbarra in un’intervista esclusiva «Siamo nelle condizioni ideali per affrontare la peggiore crisi del dopoguerra
e aprire una stagione di riforme eque, strutturali e partecipate. La nostra aspettativa è questa e trova riscontri forti e positivi in una serie di accordi di grande rilievo firmati in questi mesi».

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