27/10/2017 – SENZA LAVORO NON C’È DIGNITÀ. MA LA PRECARIETÀ È UNA FERITA

Senza lavoro non c’è dignità. Ma la precarietà è una ferita

“Speriamo che l’ennesimo appello di papa Francesco per una maggiore attenzione al tema del lavoro e dei disoccupati sia raccolto dalle istituzioni e da quanti operano per il bene comune”. Poi, ha pienamente ragione il papa: “gli appalti con il massimo ribasso sono una vergogna perché si scaricano molto spesso sulla pelle dei lavoratori, in termini di scarsa sicurezza, bassi salari, mancata contribuzione, sfruttamento e negazione dei diritti fondamentali”. Così Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, commentando il videomessaggio inviato dal pontefice alla Settimana sociale dei cattolici, organizzata a Cagliari. Per Francesco, “senza lavoro non c’è dignità”. Ma non tutti i lavori sono “lavori degni”. “Ci sono lavori che umiliano la dignità delle persone, quelli che nutrono le guerre con la costruzione di armi, che svendono il valore del corpo con il traffico della prostituzione e che sfruttano i minori. Offendono la dignità del lavoratore anche il lavoro in nero, quello gestito dal caporalato, i lavori che discriminano la donna e non includono chi porta una disabilità. Anche il lavoro precario è una ferita aperta per molti lavoratori, che vivono nel timore di perdere la propria occupazione. Io ho sentito tante volte questa angoscia: l’angoscia di poter perdere la propria occupazione; l’angoscia di quella persona che ha un lavoro da settembre a giugno e non sa se lo avrà nel prossimo settembre. Precarietà totale. Questo è immorale. Questo uccide: uccide la dignità, uccide la salute, uccide la famiglia, uccide la società. Il lavoro in nero e il lavoro precario uccidono. Rimane poi la preoccupazione per i lavori pericolosi e malsani, che ogni anno causano in Italia centinaia di morti e di invalidi”. (ug)

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