27/05/2016 – RIFIUTI, “FATE PRESTO O COL GRAN CALDO SIAMO A RISCHIO”

All’indomani del vertice romano la Cisl Sicilia segnala che nel Paese la produzione di bioenergia è cresciuta del 37%, quella di biogas del 60%”. La Sicilia è al palo. E con le alte temperature il ritardo rischia di diventare “problema di salute pubblica”
“Dal governo regionale ci aspettiamo che dica ora in che modo vuole andare avanti. Perché il gran caldo è alle porte. E perché altrove la valorizzazione energetica di rifiuti e scarti, funziona. Qui siamo all’anno zero”. Così la Cisl Sicilia all’indomani del vertice alla presidenza del Consiglio, a Roma, conclusosi con un’ulteriore proroga di sei mesi alla Regione per il conferimento in discarica dei rifiuti. A seguito dell’incontro romano, la Regione dovrà aumentare la raccolta differenziata e ridurre il gap infrastrutturale dell’Isola in fatto di smaltimento. Un ritardo pesante, sottolinea la Cisl, dato che “negli ultimi anni in Italia la produzione di bioenergia è cresciuta del 37%. Solo sul fronte del biogas, il balzo che il Paese ha registrato è stato di oltre il 60%”. Come dire che “la valorizzazione energetica di rifiuti e scarti, funziona”. Ma altrove. In Sicilia “siamo al palo”, rimarca il sindacato guidato da Mimmo Milazzo. Qui il sistema di raccolta è stato finora praticamente fermo e la regione è una delle più arretrate d’Europa sul fronte della “combinazione integrata di raccolta differenziata, riciclo e valorizzazione energetica”: un terreno che garantirebbe risparmi e assieme produzione di energia. Insomma, la Sicilia è lontana anni-luce dagli obiettivi Ue che stabiliscono che il 70% dei rifiuti urbani sia riutilizzato e che, entro il 2030, sia azzerato il collocamento in discarica dei materiali riciclabili, rileva il sindacato. Comunicando alla Regione la disponibilità a dare il proprio contributo per “fare presto”. Non solo perché a imporlo è l’accordo romano che richiede un cronoprogramma e prevede verifiche trimestrali del ministero dell’Ambiente, scrive. Anche perché “con le temperature più alte delle medie stagionali che pare ci aspettino, le montagne di rifiuti rischiano di tradursi in un problema serissimo di salute pubblica”. “La Regione dica in fretta con quale piano vuole andare avanti”, afferma Milazzo. “C’è bisogno di una svolta per recuperare il terreno perduto. E c’è bisogno che questa svolta sia visibile e percepita”. Sennò il rischio è che “tra sei mesi prenderemo atto di aver solo perso tempo mentre la Sicilia sarà sempre più una grande, esplosiva, fetida discarica”.
