corteo 07 05 2016

09/05/2016 – #LASICILIAAFFONDA, CISL: “LA PAROLA TORNI AI SICILIANI”

corteo 07 05 2016

 

Milazzo, nel giorno della manifestazione regionale di Cgil Cisl Uil: l’Isola è maglia nera in Europa per occupazione (25%), Neet (40%), povertà assoluta (250 mila famiglie). “È il fallimento storico della classe dirigente siciliana” Furlan e Bernava.

“La Sicilia degli ultimi anni ha perso tutte le scommesse. Per questo siamo qui. Per chiederne il senso al governo della Regione e alla classe politica dell’Isola. Ne prendano atto. Mettano in conto di restituire la parola ai siciliani”. Così Mimmo Milazzo, segretario della Cisl regionale, concludendo la manifestazione organizzata oggi dai sindacati siciliani a Palermo, sull’hashtag #LaSiciliaAffonda. Prima di lui avevano parlato i segretari della Cigl e della Uil siciliane, Michele Pagliaro e Claudio Barone. E i lavoratori dei settori in crisi: dai call center all’edilizia all’agricoltura, alla formazione. E ai pensionati.
Stamani a sfilare per Palermo, secondo Cgil Cisl e Uil, sono stati in quindicimila, di ogni parte della Sicilia. Hanno attraversato Palermo, da piazza Marina a piazza Indipendenza dov’è la presidenza della Regione. Qui le conclusioni di Milazzo, che ha parlato di “scommessa fallita” sul fronte dell’occupazione. “A lavorare in Sicilia è solo il 25% dei cinque milioni di siciliani. E stando a Eurostat, siamo gli ultimi in Europa per tasso d’occupazione”. Ma la Sicilia, sono parole del segretario, è maglia nera nel continente europeo pure per Neet, i giovani tra 18 e 24 anni che non lavorano né studiano o seguono corsi di formazione. “Da noi sono più del 40%, la media europea si ferma al 16%”. Poi, per la Cisl c’è “il buco nero della povertà”. Nell’Isola, secondo Milazzo, sono appena 1.182 i siciliani che guadagnano più di 500 mila euro l’anno contro le 250 mila famiglie in condizioni di povertà assoluta, cioè al di sotto del livello minimo di sussistenza. “E anche questo è un dato che non ha eguali in Europa”. Insomma, questi numeri rivelano “il fallimento storico, politico ed economico, della classe dirigente e politica dell’Isola”, tuona la Cisl. E questa è la ragione per cui, sottolinea, i sindacati siciliani con la protesta di oggi danno il via a una mobilitazione che continuerà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Oggi, sono scesi in piazza assieme per la prima volta, per una manifestazione regionale, da quando nell’ottobre 2012 Crocetta è stato eletto presidente della Regione. “Più di tre anni sono passati da allora ma il governatore e i suoi governi – punta il dito il segretario – non sono stati in grado di riformare la pubblica amministrazione, di riorganizzare la macchina delle istituzioni, di condurre in porto riforme fondamentali, dalle ex Province alla formazione alle Partecipate a settori strategici come l’acqua e l’energia per non parlare dei rifiuti”. Sui rifiuti, uno dei settori-simbolo del degrado politico e sociale dell’Isola, lo stato d’emergenza chiesto in questi giorni a Roma dal governo regionale ha il sapore di vere e proprie “lacrime di coccodrillo”, è la denuncia del numero uno della Cisl secondo cui la Sicilia è ormai un “termine di paragone negativo” nel Paese. Appena un paio di giorni fa, ha ricordato dal palco Milazzo, nel corso di un convegno a Roma, il vertice del Corepla, un consorzio nazionale per il riciclaggio, ha additato la Sicilia come “’la situazione più critica in Italia’ sul piano della raccolta differenziata e del recupero dei materiali”. Un bel record. Che, certo, va condiviso in parte con i governi del passato. Ma che è anche, in parte, responsabilità delle lentezze e delle incertezze del presente. Pertanto “il Governo, l’Ars, i partiti, aprano una fase nuova: facciano dei 70 anni dell’Autonomia l’occasione di una reale svolta”, la richiesta che arriva dalla Cisl. (ug)

Sulla mobilitazione dei sindacati siciliani stamani sono intervenuti anche la leader nazionale Cisl, Annamaria Furlan e il segretario confederale del sindacato di via Po, Maurizio Bernava. Ecco quanto hanno dichiarato

Furlan: “La Sicilia è una grande regione con gravi problemi, ritardi strutturali, disoccupazione, povertà ma è una terra anche con straordinarie potenzialità e con una domanda sociale di cambiamento. Per questo merita molta più attenzione dal Governo nazionale e regionale e dalla politica”. È quanto sottolinea in una nota la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan commentando la manifestazione in corso a Palermo sul lavoro e lo sviluppo nell’isola. “La grande partecipazione di tante lavoratrici e lavoratori, giovani e pensionati, oggi alla manifestazione regionale indetta a Palermo da Cgil Cisl e Uil è la cartina di tornasole di un grave malcontento sociale e di una situazione economica davvero sull’orlo del collasso. È un allarme che l’intero Paese non può ignorare. Su cinque milioni di siciliani solo il 25 per cento ha un lavoro. La disoccupazione giovanile in Sicilia è oggi al 65 per cento, nel 2008 era al 48,7. Quella femminile è passata dal 19,5 nel 2008 al 25,4 per cento del 2015. Sono dati drammatici, inequivocabili, che fotografano uno stato di degrado economico e di sottosviluppo davvero preoccupanti. La Sicilia sta sprofondando in una crisi irreversibile, come dimostrano le tante vertenze aperte, a cominciare dal caso emblematico di Almaviva, ma la paralisi riguarda tutti i settori produttivi: i servizi sociosanitari, l’agricoltura, l’industria, il turismo, la pubblica amministrazione, la tutela del territorio e dell’ambiente. Occorre subito il ripristino degli ammortizzatori in deroga, stabilizzare i precari, utilizzare in maniera rapida i fondi europei per le infrastrutture, il rilancio dell’agricoltura, la forestazione, i consorzi di bonifica. La Sicilia non può attendere i tempi della politica o le solite promesse di intervento del Governo nazionale e regionale. La Cisl farà ogni sforzo per sostenere la legittima richiesta di cambiamento e di una necessaria stagione di sviluppo, per creare le condizioni per offrire un lavoro dignitoso ai tanti disoccupati e precari che oggi non vedono alcuna prospettiva e un futuro per la loro terra”.

Bernava: “Oggi in Sicilia grande manifestazione. Grande Cisl! Sono molto contento. Conferma che in Sicilia il sindacato confederale è vivo, e che la Cisl siciliana ne è il cuore e l’anima popolare e sociale. Una risorsa e speranza per il riscatto del Sud da ritardi strutturali, degrado, disoccupazione, povertà e classi dirigenti irresponsabili quanto insensibili alla domanda sociale di cambiamento. Più sviluppo, più lavoro, più inclusione! Le priorità per la Sicilia e il Sud, siano anche le priorità del Paese! Un richiamo al Paese intero che deve essere accolto come contributo a partecipare al necessario cambiamento, oggi viene dalla parte più debole di una Sicilia in condizioni sociali ed economiche disperate e con una politica distratta e fallimentare. Un richiamo e un contributo che l’intero Paese non può più ignorare”.

 

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