18/04/2015 – FONDI PAC CURA, NON PERDERE IL TRENO DELL’EUROPA

Lentezze burocratiche e ritardi rischiano di vanificare
il Primo riparto
Le criticità e le difficoltà di attuazione che il Programma PAC Servizi di cura per Infanzia e Anziani sta facendo registrare, in tutta la Sicilia, i ritardi nell’attuazione del Primo Riparto e, conseguentemente, notevoli difficoltà di attuazione del Secondo. Il rischio è che sia vanificata l’importante sfida che il corretto impiego delle somme disponibili rappresenta per le persone in condizioni di fragilità nel territorio siciliano. L’allarme è stato lanciato da Cgil Cisl e Uil siciliane e dalle rispettive federazioni dei pensionati Spi, Fnp e Uilpensionati in occasione dell’incontro dal titolo “Fondi Pac, è tempo di agire. La sfida dell’attuazione per non perdere l’ultimo treno per l’Europa” che si è svolto oggi, venerdì 17 aprile, all’Hotel Garden di Enna-Pergusa. Per il sindacato hanno partecipato Maurizio Calà, segretario dello Spi Cgil regionale, a cui è stata affidata la relazione introduttiva e Adriana Aronadia (Uil siciliana) che ha presieduto i lavori. Maurizio Bernava, segretario confederale Cisl, ha tirato le conclusioni. Per la Regione, c’erano Bruno Caruso, assessore della Famiglia, del Lavoro e delle Politiche sociali, e Maria Antonietta Bullara, dirigente generale del Dipartimento Famiglia e politiche sociali; per l’Anci, il vice presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta. La manifestazione di carattere regionale è stata finalizzata sia a evidenziare le difficoltà nell’attuare il Programma, sia a promuovere un confronto reale con le istituzioni coinvolte, per individuare percorsi di risoluzione dei problemi emersi e agevolare l’iter dei piani di intervento. «Cgil Cisl e Uil, insieme alle rispettive Federazioni dei Pensionati – hanno ribadito i rappresentanti sindacali presenti – vogliono svolgere con coerenza il ruolo di partenariato sociale attivo e sostenere un efficace utilizzo delle risorse, con la consapevolezza che le somme spese per i Pac Servizi alla persona, non solo aiutano le famiglie con bambini e anziani, ma contribuiscono a incrementare l’occupazione e lo sviluppo». Tra le difficoltà rilevate, sottolineate anche dall’Anci Sicilia, le lentezze burocratiche, la scarsa capacità progettuale e la mancanza di comunicazione tra la Sanità e il Sociale che spesso porta a bloccare il meccanismo di impiego delle risorse. «Anche se – ha sottolineato Amenta – in Sicilia passi da gigante sono stati fatti nella progettualità grazie alla condivisione dei programmi con le forze sindacali». Uno degli interventi da fare, come indicato anche nel recente protocollo d’intesa del 12 marzo tra Regione e organizzazioni sindacali, sarà anche l’unificazione dei fondi destinati al welfare, per avere una regia complessiva di spesa nel sociale, evitare gli sprechi e ottimizzare gli interventi. Nelle conclusioni, Bernava ha evidenziato come in Sicilia, più che altrove, la sfida dopo il 2° riparto del Pac sarà di lavorare per un obiettivo comune: aumentare il tasso strutturale dell’offerta dei servizi alla persona, sia in forma diretta pubblica che mediata dall’intervento dei privati. «Il sindacato deve esercitare un’azione sociale – ha concluso il segretario confederale della Cisl nazionale – attraverso cui chiedere interventi ma anche orientare l’azione politica nel Paese. Dovremo essere determinati nella eventuale mobilitazione, ma anche rafforzare la vigilanza sulla spesa per aumentare gli standard della spesa futura. Le risorse devono essere messe in rete per elevare la qualità dei servizi e aumentare la coesione sociale nei territori siciliani».
