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BURKINA, RIPARTE LA MACCHINA CISL DELLA SOLIDARIETÀ

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La campagna di raccolta fondi durerà tutto l’anno. A Natale si tireranno le somme. Obiettivo: realizzare due pozzi d’acqua. “Un semplice gesto può diventare grande”, lo slogan dell’iniziativa.
 
Riparte, in casa Cisl, la gara di solidarietà in favore del Burkina Faso. A uno dei paesi più poveri del mondo, che ha un Pil procapite di 1.415 dollari Usa, un’aspettativa di vita di poco inferiore ai 50 anni e un’età media che si aggira sui 17 anni, la Cisl ha già dedicato una campagna che prese le mosse nel 2009 in occasione dell’allora congresso regionale di Catania. Da lì partì l’impegno di tutte le sedi sindacali dell’Isola a raccogliere fondi, anche attraverso un Concerto X il Burkina che fu organizzato, a cura di chi scrive, nel teatro Politeama di Palermo, il 9 maggio del 2010.
Ora, a rimettere in moto la macchina della raccolta fondi, sono la Cisl Sicilia e la Fit Cisl, la federazione cislina dei trasporti che, in una nota firmata dai rispettivi numeri uno, Mimmo Milazzo e Amedeo Benigno, scrivono: “Costruiamo insieme due pozzi d’acqua in Burkina Faso. Un semplice gesto può diventare grande”.
In Burkina l’acqua scarseggia alla superficie del suolo e il problema, tanto idrico che irriguo, è molto serio. La nuova campagna parte in questi giorni e si protrarrà fino al mese di novembre. In pratica, durerà tutto l’anno. Prima di Natale saranno tirate le somme.
Nel 2010 la fund raising, che coinvolse federazioni e sedi provinciali, si concluse con l’invio alla Nunziatura apostolica del Burkina, di un bonifico di 16 mila euro. “Ogni pozzo – aveva informato l’allora Nunzio apostolico, l’arcivescovo Vito Rallo – costerà 7.241 euro (4.750.000 Fcfa)”. “I rimanenti 1.518 euro saranno uniti a offerte arrivate da varie parti del mondo per un’ulteriore escavazione”, aveva precisato.
I pozzi costruiti grazie alla Cisl ricadono nella diocesi di Manga e riportano una targa con la scritta “Nunziatura apostolica. Dono degli amici della Cisl Sicilia”. Un segno di gratitudine. Manifestata oltretutto, a lavori ultimati, oltre che dal Nunzio, dal vescovo della diocesi Gabriel Sayaogo, in una lettera nella quale il presule dava conto, con copia della fattura, pure della ripartizione delle spese. Ultimo in ordine di tempo a entrare in funzione, il pozzo di Petit Zabré.
Il Burkina è un paese del Sahel, nell’Africa Occidentale. L’acqua lì, è disponibile solo a una profondità di 70 metri. Pozzi e pompe sono dunque sinonimo di condizioni minime di vita.
Umberto Ginestra
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